The adventures of an exchange student

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domenica 21 ottobre 2012

Girls night out

“there was something about that city, though it didn't let me feel guilty that I had no feeling for the things so many others needed. It let me alone.” 

18 anni sono un bel traguardo. Si compiono una volta sola nella vita. Anche gli altri a dire la verità, ma sono i più belli mi han detto.
Sabato, per il compleanno di Shelby, trascorriamo la notte a New Orleans con alcune amiche. SuperDad Jim ci prenota una stanza in un bellissimo albergo. Prepariamo la borsa, prendiamo la macchina e poi dirette sulla Airline. Arriviamo davanti a questo altissimo grattacielo e ad aspettarci ci sono i fattorini, che caricano i bagagli e ci parcheggiano la macchina. Nessuna di noi si aspettava un albergo così bello, sarà stato minimo un quattro stelle, minimo. Al bancone all'ingresso troviamo l'amico dell'amico di Jim (che giro eh) che fa il check-in al posto nostro dato che nessuna ha 21 anni. Ci consegnano le chiavi, prendiamo l'ascensore e andiamo in stanza. Era enorme, con tanto di letto king size e una vista fighissima su tutta New Orleans. Ci raggiungono poi altre amiche e decidiamo di andare a mangiare qualcosa, visto che eravamo tutte senza pranzo. Sono più o meno le cinque. Troviamo questo locale, Lucy's, molto carino dove si mangiava benissimo, cibo messicano per lo più. Inizio subito a notare come le persone siano diverse qui. Colorate, con tanta personalità. Finito di mangiare, torniamo in albergo e ci cambiamo, per poi andare a fare un giro per le strade. Non è tardi, ma qui sembra già notte fonda. Mi portano a Bourbon Street, la via più famosa. È fantastico. È tutta una festa. Qui la gente è pazza sul serio, fantasticamente pazza intendo. Non mi ero resa conto quanto mi fosse mancato vedere gli artisti di strada, persone con i dreadlocks fino ai piedi, musicisti e ballerini, persino i barboni. Qui respiri musica dappertutto, proprio qui dove il blues e il jazz affondano le proprie radici. 
Ai lati ci sono i club, e al piano di sopra, è pieno di persone sui balconi che ti lanciano le collane. In realtà mi dicono che la tradizione vuole che le ragazze mostrino le tette e i ragazzi lanciano le collane, ma non serve. Avrò ricevuto tante di quelle collane che grazie a Dio mi hanno sfiorato e non mi sono arrivate in testa. Ad ogni modo, dopo un giretto torniamo in albergo, salutiamo alcune amiche, mentre in camera ci hanno raggiunto Amanda e Kaylee. Ci cambiamo, prendiamo un taxi e andiamo da un'altra parte, più sicura di Bourbon Street che alla sera non lo è per niente. Passiamo la serata ad ascoltare musica e a ballare, ma non vi racconto di più, usate la fantasia.
New Orleans è una città pazzesca, nel vero senso della parola. Camminando per strada, non puoi fare a meno di notare il talento di tutti questi artisti che, tra una pennellata e un passo di danza, cercano di sfondare e di guadagnarsi da vivere. Neri per lo più, tutti con il sorriso sulla faccia pronti a dare il meglio di sè. E la povertà la vedi per strada. Ragazzi che ballano il tip tap con pezzi di lattine, non facendoti notare la differenza, ma divertendosi e basta. La libertà di espressione, ecco. Sì proprio quella. Qui la respiri proprio. Gli artisti sono liberi di esibirsi per strada, qualsiasi tipo di artista, dalle Drag queen al chitarrista solista seduto per terra. L'anima Jazz di New Orleans, no, se non ci sei stato, non puoi capire. 

"What happens in Vegas may stay in Vegas, but what happens in New Orleans, goes home with you."

Rossella



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