The adventures of an exchange student

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lunedì 11 febbraio 2013

New Orleans again!

10 giorni di vacanza, siamo ufficialmente in Mardi Gras break.                                         
Carnevale qui è una vera e propria celebrazione, le città ospitano parate per settimane. Tutto si tinge di viola, verde e oro, i colori tipici, e le case si riempiono di King Cake, il dolce tradizionale. New Orleans è il cuore del carnevale americano. Città eccentrica, americana dal retro gusto esotico, patria del soul e del blues. Nonostante l'alto tasso di criminalità, affascina sempre ogni volta che ci si torna.                                                                  
Le parate sono un qualcosa di enorme, assurdo il confronto con quelle che ho visto qui in Baton Rouge. Connor ci passa a prendere verso le 13.30, si aggiunge anche Jared all'ultimo perchè ha bisogno di un passaggio. Dopo un'ora di viaggio arriviamo e troviamo parcheggio per dieci dollari, il che non è male visti i trenta o quaranta che chiedevano tutti gli altri. Camminiamo fino in centro dove la parata dovrebbe iniziare in quaranta minuti, ma già ci sono cavalli e sbandieratori che sfilano. Trovare un buon posto non è facile, c'è un sacco di gente. Perlustriamo in lungo e in largo, poi però gli amici di Jared ci chiamano dicendoci che hanno un buon posto e quindi li raggiungiamo. Ci allontaniamo dal centro per andare in una di quelle zone dove c'è il prato e la gente piazza i capannoni e si cucina le bistecche. A me sembrava il ghetto per via della mancanza dei grattacieli, ma magari non lo era. Camminiamo per tre miglia cercando di non farci investire e sperando di arrivare al più presto. New Orleans è un po' come Napoli, anche se è verde devi sempre guardare prima di attraversare. Dopo un paio di telefonate e qualche messaggio, finalmente Jared riconosce i suoi amici vestiti da mucca, ma tralasciamo. Giusti in tempo per la parata. Ci avviciniamo cercando di vedere qualcosa, il problema è che qui le persone si portano le scale per vedere meglio, rendendo più difficile vedere a quelli dietro. Però un buco lo riesco a trovare. I carri sono spettacolari, enormi, a due piani. Qui non lanciano solo i classici beads, ma veramente di tutto. Giocattoli, peluches, bicchieri, frisbee e chi più ne ha più ne metta. Bisogna stare attenti che non ti arrivino in faccia, perché non è il massimo. Una signora ha ricevuto un pacco di beads in faccia e io ho visto tutta la scena, lei sta bene, però che botta. 
Con tutte le persone che ci sono, riuscire a prendere qualcosa qui è più difficile. Infatti per adesso le uniche collane che ho me le hanno date Jared e il suo amico. C'è da dire che faccio un po' schifo ad afferrarle al volo, hanno provato a tirarmi qualcosa quattro volte, e quattro volte le ho mancate o qualcuno di più alto di me le ha afferrate prima. Poi però il tizio del carro mi punta, con lo sguardo e con i gesti mi dice "te la tiro a te", in mano ha una di quelle collane luminose, che cambiano colore e lampeggiano, i beads migliori. Annuisco con lo sguardo e mi preparo a prenderla al volo. La lancia, ma il ragazzo davanti a me la afferra prima, però è gentile e me la regala. Questa collana sarà oggetto di invidia di tutti. 
Nel frattempo è calata la sera, e i carri danno il meglio di sé con luci, fari da discoteca e fuochi d'artificio. Decidiamo di tornare in centro e di mangiare qualcosa, visto che siamo senza pranzo. Troviamo posto in un locale messicano, poco costoso dove non si mangia niente male. Il piano era di mangiare da Lucy's, ma le strade erano bloccate a causa della parata e quindi era difficile da raggiungere. Una volta finito di mangiare, torniamo in tempo per vedere gli ultimi carri e poi tutti diretti a Bourbon Street! 
Nella confusione un ragazzo si avvicina, pensavo volesse guardare la mia reflex che avevo al collo, ma invece guarda la collana luminosa, mi guarda e mi dice "questo sì che è un gran bel beads!"L'atmosfera qui è fantastica, non ti senti mai solo. Le persone per strada ti salutano, ti battono il cinque, qualcuno mi urla: Gesù ti vuole bene! C'è una citazione di Charles Bukowski che trovo estremamente vera: 

"Quando arrivai a New Orleans mi assicurai di non alloggiare in un casino, anche se tutta la città ci assomigliava"

Rossella









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